Tradizioni e Folklore

Il Canto

Nella cultura georgiana il canto occupa una posizione centrale nelle varie occasioni di incontro e di celebrazione.

Le origini della tradizione polifonica georgiana risalgono infatti ad oltre 2000 anni fa, e si tratta di una tra le più antiche forme di polifonia del mondo.

La peculiarità principale è l’intreccio melodico di più voci, e la prima testimonianza dell’uso di canti di lavoro, di guerra, e di danza presso i georgiani è attestata da una fonte assira dell’VIII secolo a.C.

Ogni regione della Georgia ha una propria tradizione canora, un proprio stile, un proprio repertorio.

Le melodie, unite agli eleganti costumi tradizionali, ed alle voci potenti ed espressive, rievocano così le lontane montagne del Caucaso, il Mar Nero, i molti monasteri, i paesaggi mozzafiato, la natura incontaminata, lasciando che lo spettatore sogni, perdendosi in un abbraccio musicale antico e leggendario.

Il canto, ancora oggi, è molto radicato nel contesto sociale georgiano, come genuina espressione dell’autentica fierezza dell’identità nazionale.

L’esecuzione del canto tradizionale ha infatti un ruolo di rafforzamento dell’identità culturale georgiana, non solo dei cantanti, ma bensì anche nei confronti di coloro che ascoltano, rimanendo piacevolmente coinvolti dalle fantastiche melodie di quella terra millenaria.

L’Unesco nel 2001 ha riconosciuto i canti polifonici caucasici “Patrimonio Universale della Cultura Immateriale”

La Danza

Nella danza georgiana, la coreografia e la scenografia hanno una storia plurisecolare, e vengono sempre esaltate due figure principali:

  1. l’uomo dal gesto fiero, orgoglioso, battagliero, abilissimo manipolatore di spade e di pugnali, che evoca le qualità del coraggio, del vigore guerriero, della baldanza avventurosa;

  1. la donna che, sempre con vesti bellissime e preziose, scivola con dolcezza ed eleganza, per essere corteggiata, laddove l’abilità suprema per l’uomo consiste, appunto, nel corteggiarla senza, tuttavia, avvicinarsi mai troppo.

In Georgia è assai vivo, tutt’ora, anche tra i giovani, l’interesse nel tramandare le antiche danze popolari, riproporre quelle dimenticate, vivificando così un repertorio ampissimo ed antichissimo.

Sospinte da accompagnamenti musicali di vibrante colore, intrise di evocazioni:

  • orientaleggianti;

  • guerriere;

  • cortesi.

Durante alcuni scavi archeologici è stato ritrovato un calice d’argento (Calice di Trialeti) dove sono molto ben rappresentati dei cacciatori, con le maschere, che ballano.

Da altri scavi archeologici, e grazie alla letteratura antica, si ha conferma che la danza folkloristica georgiana prende le sue origini primordiali da danze rituali dedicate al Dio della Fertilità.

Col passar di tempo nelle danze sono entrate le caratteristiche delle danze di battaglia.

Cosi si è formata la famosa danza “Khorumi”.

Nella regione montagnosa dello Svaneti sono ancora oggi mantenute vive le danze dei cacciatori “Ferkhuli”, “Lemchili”, etc… .

Negli Scavi di Bagineti è stata ritrovata una piastra in osso (VI secolo A.C), che raffigura una donna che balla, e ciò fa supporre agli scienziati che in quell’epoca si eseguissero danze rituali dedicate al Dio della fertilità.

Con lo sviluppo della cultura agraria si sono formati nuovi riti e costumi che si rivelano nelle danze antiche “Melia-Telefia”, “Ferkhuli”,”Bericaoba” ecct, che sono i balli di carattere agrario, dedicato alla natura ed alle sue potenze.

Oltre questo esistevano le danze delle coppie legate al culto della fertilità.

Pian piano sono poi nate le danze romantiche tra l’uomo e la donna, tra cui:

  • Kartuli;

  • Gandagana;

  • Samaia;

  • Mtiuluri.

Nella danza georgiana la coreografia e la scenografia hanno un ruolo importante ed antico e durante il loro sviluppo e’ nata la danza georgiana teatralizzata, che poi sarà studiata e perfezionata dal balletto nazionale georgiano.

Oggi questa tradizione millenaria si può “gustare” ed “assaporare” attraverso gli spettacoli del Balletto Nazionale Georgiano che dal 1945 incanta il pubblico internazionale, raccontando le radici, la storia, e la fierezza del popolo georgiano.

Il Balletto Nazionale

La danzatrice italiana Maria Perini (1873-1939) nel 1916 fondò a Tbilisi il primo “Studio Privato di Danza Classica” che nel 1920 divenne la “Scuola Statale di Danza Classica del Teatro dell’Opera e Balletto di Tbilisi”.

Alla scuola di Maria Perini, si formarono importanti artisti georgiani, tra cui Nina Ramishvili e Iliko Sukhishvili, che successivamente nel 1945 fondarono a Tbilisi il Balletto Nazionale “Sukhishvilebi”.

L’intento del Balletto Nazionale Georgiano è principalmente quello di far conoscere alle nuove generazioni le antiche danze popolari georgiane, di riproporre quelle dimenticate e di creare coreografie nuove ed originali vivificando un repertorio antichissimo di danze liriche e bellicose.

Il Balletto Nazionale della Georgia oggi è uno dei più famosi complessi coreografici del mondo.

Anche nel Balletto Nazionale della Georgia  gli aspetti dominanti e inscindibili sono:

  • gli uomini dal gesto fiero, acrobati, abili manipolatori di spade e pugnali;

  • le dame dalle bellissime vesti, che scivolano sul palcoscenico con estrema eleganza e dolcezza.

Le danze maschili evocano le qualità del coraggio, del vigore guerriero, della baldanza avventurosa.

Tutte le danze di ascendenza bellica, con artistici combattimenti, volteggi di spade e pugnali trafitti a terra sono affidate ai movimenti di brillante e sorprendente virtuosismo degli uomini.

Sono loro che strabiliano il pubblico con gli incredibili salti e le faticosissime danze in punta di piedi, che i georgiani chiamano “Tzeruli”.

Questi intrepidi cavalieri annoverano tra i loro virtuosismi, tipici dei danzatori del Caucaso, proprio l’andare sulle punte di morbidi stivali, un’abilità che affonda le sue origini non in un vezzo estetico e stilistico, bensì in una necessità fisica.

La tradizione vuole infatti che questo passo sia nato per ricordare gli scoscesi pendii dei monti del Caucaso che, con i suoi strettissimi sentieri, costringeva gli uomini a camminare sulla punta dei piedi per non precipitare nei burroni.

L’eroe georgiano, di forza invincibile e insuperabili doti acrobatiche, risulta capace anche di sottili virtuosismi.

L’uomo danza con la schiena inarcata e, se si tratta di un nobile, si inerpica sulle punte, proprio come le ballerine romantiche, gonfia il petto, ricama disegni con le braccia, ma le sue mani non si vedono perché sono coperte dalle maniche a penzoloni per evidenziare la mancanza di contatto.

Molte danze sono infatti percorse di cortesi finezze, come le danze del corteggiamento, ove la suprema abilità consiste nel non sfiorare mai la donna, o come quelle nuziali, in cui anche gli uomini riescono a scivolare magicamente sul terreno al braccio delle loro belle.

Le danze femminili simboleggiano la sacralità, la regalità, e la pace.

Il movimento delle ballerine, tutto giocato sulla morbidezza delle braccia e delle mani, testimonia che, nell’immaginario più antico del popolo georgiano, la donna è una creatura sacra, distante, quasi inafferrabile.

La Georgia, è sempre stata un’isola ortodossa in un mare musulmano e ha quindi assorbito elementi delle culture limitrofe, cosicché nelle sue danze, specie in quelle femminili, è possibile cogliere con chiarezza l’influenza turca ed araba, che si fondono con l’elemento culturale originario in una mescolanza davvero singolare ed affascinante.

Le ballerine georgiane, tutte di fulgida bellezza, rivelano una formazione classico-accademica, testimoniata dall’uso del busto arcuato e dalle braccia di sinuosa mobilità.

Solitamente la prima parte dello spettacolo delinea la storia di questo popolo fiero, le danze di palazzo, i corteggiamenti, le nozze, poi si passa al folklore nazionale.

Il Balletto Nazionale Georgiano è famoso, in particolare, per le sue danze di coppia (“Kartuli” e “Lecuri”), per quella lirica delle donne (“Samaia”), per il girotondo “Partza”, per le suites “Adjar” e “Kensur”, nonché per i quadri coreografici della “vecchia Tbilisi”.

La compagnia georgiana conquista coi delicati virtuosismi d’assieme, la spericolatezza delle danze-duello, gli acrobatici confronti con pugnali e sciabole l’entusiasmo, lo slancio vitale, la tecnica impeccabile, l’eleganza delle composizioni coreografiche, e la bellezza dei costumi.

Così ogni spettacolo si trasforma in un “poema coreografico” sulla bellezza, sulla nobiltà e sulla fierezza del popolo georgiano.