Viaggio nella Leggenda

Tbilisi

Fondata nel V sec. d.C. è divenuta capitale della Georgia nel VI secolo.

Oggi è un importante centro industriale, sociale e culturale con un’area di circa 600 kmq e con circa 2.000.000 di abitanti.

E’ situata strategicamente al crocevia tra Europa e Asia, lungo la storica Via della Seta e per questo motivo è stata spesso contesa tra diverse potenze rivali.

E’ la capitale della Georgia, fondata nel V sec. d.C..

Tbilisi si estende su una vallata attraversata dal fiume Mtkvari, e nel corso dei secoli è sempre stata un importante crocevia culturale ed economico. 

Oggi è una grande città, molto ospitale, multi etnica, multi culturale, e multi religiosa, dove georgiani, greci, ebrei, armeni, azeri, e persone di molte altre nazioni, convivono, tutti insieme, in pace ed armonia.

A Tbilisi si trovano le chiese di moltissime confessioni religiose, cristiana ortodossa, cristiana cattolica, armene gregoriane, ebraica, musulmana, e tutte le varie chiese sono tutte situate nella città vecchia, a pochi passi di distanza l’una dall’altra.  

Testimonianza di un passato millenario e ricco di storia, sono anche le case di legno che con i loro balconcini ricamati, sembrano accogliere cordialmente ogni visitatore. 

Tbilisi è una miscela di culture, atmosfere, odori, sapori, che si incontrano, e si vivono, agli angoli di ogni strada.

Tbilisi è un insieme pacifico e solidale di tante persone diverse, di tante religioni diverse, che condividono insieme gli stessi spazi, gli stessi cortili.

Questa è  Tbilisi, con i suoi mercati rumorosi, con le sue storiche terme sulfuree, con le sue chiese magnifiche.

Anticamente l’attuale territorio di Tbilisi  era coperto di boschi, e lo era anche nel 458 d.C., quando, secondo la leggenda popolare, il Re della Georgia Vakhtang Gorgasali, durante una battuta di caccia con il suo falco, nel tentativo di catturare un fagiano, trovò gli uccelli morti, entrambi uccisi dalle ustioni provocate loro dai vapori molto caldi che scaturivano da una vicina sorgente d’acqua sulfurea.

Il Re Vakhtang allora, incantato da quella sorgente di acqua calda e sulfurea, ordinò che su quel luogo fosse eretta una città, e la chiamò “Tbili”, che in georgiano  significa appunto “caldo”.

Tbilisi è sempre stata un centro commerciale molto importante, ed oggi presenta tanti magnifici complessi architettonici molto antichi, tra i quali:

  • la chiesa di Narikala (IV sec.);
  • la chiesa di Anchiskhati (V sec.);
  • la chiesa di Sioni (VI sec.);
  • la cattedrale della Santa Trinità (Sameba).

Oggi Tbilisi è una bellissima metropoli, con ampie strade,  con parchi e viali immersi nel verde dei pioppi e degli abeti, con i suoi ponti sul fiume Mtkvari.

Tra i numerosi visitatori di Tbilisi segnaliamo Tolstoy, Lermontov, Dumas, Pushkin, tutti molto innamorati dei suoi bagni sulfurei nella zona vecchia della città.

Mtskheta

Mtskheta, l’antica capitale della Georgia, è situata  a soli 25 chilometri da Tbilisi sulla riva sinistra del fiume  Mtkvari.

Fu chiamata così per ricordare Mtskhetos, figlio di Kartlos, il leggendario progenitore del popolo georgiano.

Dal III al V secolo d.C. fu la capitale del Regno della Georgia.

Al centro di Mtskheta è situata la cattedrale di Svetitskhoveli (XI sec.) la cui costruzione iniziò nel 1010 e venne ultimata nel 1029 durante il regno del primo Re della Georgia unificata Bagrat III (1001-1029).

Svetitskhoveli è la chiesa principale di Mtskheta e anche il luogo religioso più sacro della Georgia che per molti secoli venne usata per l’incoronazione e la sepoltura dei sovrani georgiani.

Mtskheta  ha avuto sempre un ruolo molto significativo nello sviluppo della cultura e dell’arte georgiana. 

I reperti archeologici rendono possibile datare la storia di questa città al II millennio a.C.  

A Mtskheta i georgiani hanno accettato il cristianesimo nell’anno 337, e Mtskheta rimane tuttora  la sede della Chiesa Ortodossa georgiana.

Le chiese storiche di questa città sono degli esempi più illustri dell’architettura religiosa nel Caucaso. 

Esse testimoniano l’altissimo livello ingegneristico ed  artistico raggiunto già allora da questa terra millenaria.

Mtskheta, insieme ai suoi monumenti storici, è un sito del patrimonio mondiale dell’ Unesco. 

Mtskheta  è inclusa nella lista dei siti del patrimonio mondiale dell’Unesco con la sua cattedrale di Svetitskhoveli  (XI sec.) e il monastero di  Jvari (VI sec.), che sono tra i  più importanti monumenti architettonici della Georgia. 

Svetiskhoveli

Svetitskhoveli (XI sec.), ovvero “La colonna vivente”, è situata al centro  della città museo di Mtskheta.

La costruzione iniziò nel 1010, durante il regno del primo re della Georgia unificata, Bagrat III (1001-1029) e venne ultimata 19 anni dopo, nel 1029.

Questo magnifico tempio venne usato per molti secoli per l’incoronazione e la sepoltura dei sovrani georgiani, e ancora oggi è considerata il luogo religioso più sacro della Georgia.    

Jvari

Poco distante da Mtskheta, su un picco roccioso, sorge il l’eremo ortodosso georgiano di Jvari (VI sec.)  il cui nome significa “Croce”.

Fu proprio a Jvari che secondo la leggenda popolare Santa Nino da Cappadocia, la Santa che diffuse il cristianesimo in Georgia, si ritirò a pregare nel IV sec. erigendovi una croce.

Intorno a quella croce si iniziò ben presto a costruire la prima parte dell’eremo, mentre la seconda parte fu aggiunta tra il 586 e il 605 a cura di Erismtavari Stepanoz I°.

E’ un capolavoro artistico ed architettonico dell’alto medioevo, con insolite e originali sculture, alto e bassorilievi che decorano tutta la sua facciata. 

L’importanza del monastero di Jvari aumentò sempre più nel corso degli anni, e man mano richiamò l’interesse, sempre crescente, di molti fedeli devoti a Santa Nino. 

La chiesa grande, in cui si può vedere una reliquia della croce di Santa Nino, si usa tuttora per le  maggiori celebrazioni religiose ufficiali. 

Shiomgvime

Shiomgvime è un complesso monastico  medievale situato in uno stretto canyon di pietra calcarea sulla riva settentrionale del fiume Mtkvari. 

Secondo la tradizione storica religiosa, la prima comunità monastica in questo posto fu fondata nel VI sec. dal monaco Shio, uno dei tredici padri Siriaci che vennero in Georgia come missionari cristiani.

San Shio trascorse i suoi ultimi anni in una caverna profonda, chiamata successivamente  Shio-mghvime (“la grotta di Shio”).

La chiesa cruciforme, semplice e severa nel disegno, viene attribuita al periodo tra il 560 e il 580, e le caverne scavate dai monaci sono tuttora visibili attorno al monastero e lungo la strada che conduce al complesso.  

Santa Trinità di Gergeti

La chiesa della Santa Trinità di Gergeti, costruita nel XIV sec., è situata sulla riva destra del fiume Chkheri, affluente sinistro del fiume Terek, all’altezza di 1.800 metri sotto il monte Kazbek.

Elegantemente situata in  prossimità del centro abitato di Kazbegi, è la chiesa principale della regione di  Khevi.

Il vicino campanile, contemporaneo alla costruzione della chiesa, rende molto piacevole e uniforme tutto il complesso. 

Ananuri

Ananuri (XVII sec.) è una fortezza sul fiume Aragvi, e dista circa 40 km da Tbilisi. 

Oltre ad altre diverse costruzioni, la fortificazione comprende due chiese.

La chiesa più vecchia è dedicata alla Santa Vergine, ha la facciata riccamente decorata e contiene resti di pregevoli affreschi molto antichi. 

Khevsureti

Khevsureti è una regione storica della Georgia orientale, situata sui pendii del Caucaso, e Shatili ne è la provincia principale.

Altro villaggio importante è Barisakho, situato nella profonda gola di Arghuni, a circa 1.400 metri, ed attualmente è l’unico villaggio in stile medievale ancora esistente in Georgia. 

Mutso è un altro  piccolo villaggio del Khevsureti posto su un monte roccioso a 1.880 metri, sulla riva destra del fiume Andakistskali. 

Shatili e la gola di Mutso sono la mèta preferita dai turisti appassionati di trekking. 

Kakheti

Kakheti è la regione nella Georgia orientale confinante a nord con la provincia montagnosa di Tusheti e la catena montuosa del Caucaso, a est e a sud con l’Azerbaijan, e a ovest con la provincia georgiana di Katrli. 

Il Kakheti è considerata la patria del vino, perché fin da tempi antichissimi è la principale regione a vocazione vitivinicola della Georgia. 

La regione di Kakheti non offre ai turisti solo il vino, bensì è ricca anche di monumenti di alto valore storico ed architettonico, quali:

  • la cattedrale di Alaverdi, la seconda cattedrale più alta in Georgia dopo la nuova cattedrale della Santa Trinità (Sameba) di Tbilisi;
  • l’accademia di Ikalto, dove studiò il famoso scrittore georgiano Shota Rustaveli;
  • la fortezza di Gremi, l’antica capitale di Kakheti (XVI sec.);
  • il monastero di Bodbe, dove è sepolta Santa Nino, al cui nome è legata la conversione al cristianesimo della Georgia;
  • Shuamta, un imponente complesso comprendente Akhali Shuamta (“Nuova Shuamta”) e Dzveli Shuamta (“Vecchia Shuamta”);
  • i magnifici giardini di Tsinandali, con il palazzo della famiglia Chavchavadze.

La regione di Kakheti è molto importante anche per i suoi paesaggi pittoreschi, per i panorami mozzafiato sulla valle del fiume Alazani  e sulla catena montuosa del Caucaso, per i  suoi monumenti storici, per la sua cucina e soprattutto per l’ospitalità e la cordialità dei suoi abitanti.

Alaverdi

Il complesso monastico di Alaverdi è situato nella regione di Kakheti, sulla valle del fiume Alazani, a circa 20 km dalla città di Telavi, e comprende:

  • la chiesa di S. Giorgio (XI sec.);
  • le mura (XVII sec.);
  • il campanile (tardo medioevo);
  • la residenza estiva reale (tardo medioevo).

Secondo le cronache San Joseph Alaverdi, uno dei tredici padri Siriaci, nel VI sec. costruì una piccola chiesa al posto di un tempio pagano, per affermare e diffondere la fede cristiana. 

La cattedrale di Alaverdi è una tre le più belle costruzioni della Georgia.

Le sue parti principali sono di pietra, mentre le pareti, sia quelle interne che quelle esterne, in origine erano rivestite di mattonelle decorate e smaltate.

Ikalto

Il monastero di Ikalto, fondato nel VI sec., è situato nei dintorni di Telavi, a circa 150 km da Tbilisi.

Esso è noto per la sua accademia, un centro religioso e culturale molto importante del medioevo, dove svolgeva la sua attività il celeberrimo personaggio georgiano Arsen Ikaltoeli.

Anche Shota Rustaveli, il sommo poeta georgiano autore del più famoso poema epico georgiano “Il cavaliere dalla pelle di leopardo”, frequentò questa prestigiosa accademia.

Per questo motivo la “Shotaoba”, la celebrazione annuale del giorno dedicato alla memoria di Shota Rustaveli si svolge proprio a Ikalto il mese di novembre. 

Gremi

Gremi è situata nella regione di  Kvareli , a circa 150 km da Tbilisi, fu costruita nel XVI sec. da Levan Re di Kakheti e per molto tempo fu la residenza della famiglia reale della regione di Kakheti.

Circondata da alte mura, la costruzione occupa più di 50 ettari.

Tra gli edifici che racchiude, il  più imponente è la chiesa a cupola di “Mtavarangelozi” (Archangelo), costruita nel 1565.

David Gareji

Il complesso monastico di David Gareji è situato nella regione di Sagarejo, a sud est di Tbilisi.

Costruito a metà del VI sec. da San David, uno dei padri Siriaci che era venuto in Georgia per consolidare la sua fede cristiana, fu un centro spirituale, culturale ed educativo molto importante nel corso dei secoli. 

Il primo monastero fu eretto in un’area deserta e fu dedicato a San David.

Questo, e gli altri monasteri del complesso di David Gareji, sono molto appezzati per i loro  affreschi.

Sono stati il centro della vita religiosa e culturale nel passato, e ancora oggi questi siti ci sorprendono per le splendide pitture murali e per l’ardita architettura.

Shuamta 

Il complesso di Shuamta (“tra le montagne”), è situato vicino a Telavi, a circa 150 km da Tbilisi, e comprende tre chiese tutte con pregevoli pitture murali simili a quelle di Jvari a Mtskheta:

  • la basilica del V sec.;
  • la chiesa minore risalente al VI-VII sec.;
  • la chiesa maggiore del tardo VII sec..

Shuamta è considerato il complesso monumentale più significativo del primo periodo cristiano.

Shuamta fu abbandonata nel XIV sec..  

Sighnaghi

Sighnaghi, costruita verso la fine del XVIII sec. dal Re Erekle II, è una tra le più belle città della Georgia.

La sua attrattiva è dovuta sia alle sue caratteristiche naturali e paesaggistiche sia ai suoi originali siti architettonici. 

La città di Sighnaghi sorge infatti su una collina, e guarda da un lato l’area illimitata della valle del fiume Alazani, e dall’altro le montagne innevate del Caucaso. 

Le sue numerose torri, le sue fortezze, le sue chiese, il suo campanile e le sue case storiche con i loro tipici balconcini merlettati, costituiscono le sue maggiori attrattive.   

Imereti

E’ una regione nella Georgia occidentale nota per la sua particolare collocazione geografica, estendendosi dalla pianura fino ad oltre 2.800 m, e comprende numerose località sciistiche, molte sorgenti di acqua minerale, bellissimi prati alpini e panorami mozzafiato. 

Nei tempi antichi e nel primo medioevo, sul territorio di Imereti esisteva il regno della Georgia occidentale chiamato Egrisi. 

Kutaisi

Kutaisi è la principale città della regione di Imereti ed una delle più antiche città della Georgia.

Nel VIII sec. Kutaisi fu la capitale della Georgia occidentale, nel X sec. divenne la capitale della Georgia unificata dal Re Bagrat III e nel XV sec. diventò la capitale del regno di Imereti. 

Studi storici attendibili ritengono che quando Apollonius Rhodius scrisse su Giasone, sugli Argonauti e sul loro viaggio leggendario nella Colchide, la terra del “Vello d’Oro”, la loro destinazione finale sia stata proprio la città di Kutaisi.

Tra le attrattive più importanti della regione di Imereti vi sono il museo Sataplia, la chiesa di Motsameta, il monastero di Gelati, la cattedrale di Bagrati. 

Il monastero di Gelati e la cattedrale di Bagrati sono stati dichiarati patrimonio mondiale dell’Unesco. 

Per le sue bellezze paesaggistiche, storiche ed architettoniche questa regione è una delle principali mete turistiche della Georgia.

Vani

Vani è una città della regione di Imereti, a circa 40 km a sud ovest di Kutaisi.

Scavi archeologici, effettuati nel 1947, hanno riportato alla luce nei dintorni di Vani i resti di una ricca città risalente all’antica Colchide (Colchis).

Vani era il centro dell’unità politico amministrativa del regno di Colchide, e raggiunse il suo apice di sviluppo nel periodo tra il III e il I sec. a.C.  

Bellissimi manufatti d’oro e d’argento, diversi gioielli,  monete ed alcuni  pezzi eccezionali dell’antica Colchide, trovati durante gli scavi archeologici, sono ora  esposti nel museo statale di Tbilisi.

A Vani le mura, i templi, gli altari sacrificali del periodo a.C., i luoghi  di sepoltura ed altri edifici, sia religiosi che pubblici, ancora oggi attirano l’attenzione di molti scienziati, studiosi e curiosi. 

Gelati

Il monastero della Vergine di  Gelati  si trova vicino a Kutaisi.

La costruzione del complesso monastico fu iniziata nel 1106 dal Re georgiano Davit Aghmashenebeli (Davide “il Costruttore”), e qui si trova anche la sua tomba, e fu poi terminata dal suo successore Demetre (1125 – 1156).

Esso costituisce un’insigne testimonianza della fiorente architettura georgiana. 

Per lungo tempo il monastero rimase uno dei principali centri culturali della Georgia. 

Era dotato di un’accademia, in cui lavoravano i più grandi scienziati del paese, teologi, filosofi, molti dei quali prima avevano studiato, o lavorato, all’estero, soprattutto a Costantinopoli.

Nel 1994 il monastero di Gelati è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, insieme alla vicina Cattedrale di Bagrati. 

Bagrati

La cattedrale di Bagrati (XI sec.) guarda, dall’alto di una collina fortezza, la città di Kutaisi.

Essa fu costruita durante il regno del Re Bagrat III, da cui prende il nome. 

Questa antica cittadella fortezza fu assediata dalle truppe ottomane che invasero il regno di Imereti alla fine del sec. XVII.

Oggi della cattedrale di Bagrati restano solo imponenti rovine, che comunque ne testimoniano ancora le eleganti proporzioni, la finezza architettonica della facciata e le grandi dimensioni, essendo addirittura assai più spaziosa della cattedrale di Svetitskhoveli.

Bagrati è il simbolo di tutta la città di Kutaisi, e ne costituisce una delle principali attrattive turistiche.

E’ unanimemente considerata un capolavoro dell’architettura, e fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco.  

Motsameta

Il monastero di Motsameta è un insigne monumento dell’architettura georgiana.

É’ situato nella regione di Imereti, vicino al monastero di Gelati, e molto vicino a Kutaisi.

La chiesa principale fu costruita in memoria dei fratelli David e Konstantin Mkheidze, martirizzati dall’aggressore arabo Murvan II nel VII sec..

Nella lingua georgiana Motsameta significa appunto “martiri”.

Il tempio subì poi due trasformazioni, una ad opera di Bagrat IV che lo ricostruì nel XI sec., ed un’altra successiva nel XIX sec..

Ubisi

Ubisi si trova nella Georgia occidentale, a circa  175 km. da Tbilisi.

Nel villaggio monastico di Ubisi, si trovano le rovine dell’antico monastero di San Giorgio.

Il complesso comprende la chiesa a una navata del IX sec., la torre a tre piani, e qualche altro edificio secondario ora quasi completamente distrutto dal tempo.

La chiesa di Ubisi è famosa per i suoi splendidi affreschi.

Rispettando l’antica tradizione locale, la volta e  i muri sono quasi interamente coperti da  pregevoli dipinti.

Gli affreschi e le iscrizioni, che presentano affinità con lo stile bizantino, hanno mantenuto fino ai giorni nostri il loro aspetto originario e attualmente costituiscono gli esemplari più preziosi dell’arte georgiana. 

Sapara

Il monastero di Sapara (“nascosto”) è situato al sud di Akhaltsikhe e comprende ben undici edifici, tra cui su tutti spicca la cattedrale di San Saba, la più importante chiesa a cupola georgiana, datata del XIII sec..

Le iscrizioni della facciata occidentale dimostrano che il monastero fu disegnato e costruito dall’allora famoso architetto georgiano Paresadze.

Gli ornamenti, le decorazioni e gli affreschi rendono questa chiesa un brillante esempio dell’arte georgiana. 

Samtskhe Javakheti

Samtskhe Javakheti è una regione a Sud della Georgia, con capoluogo Akhaltsikhe, ed è  ricca di castelli e fortezze di periodi diversi, di città rupestri e monasteri. 

Terra di montagne boscose, fiumi, e ripide vallate, presenta un paesaggio pittoresco, adornato da laghi vulcanici e da gole profonde. 

Una delle sue attrazioni più importanti è la città rupestre di Vardzia, che si raggiunge percorrendo una strada molto tortuosa, e molto suggestiva.

La regione di Samtskhe Javakheti è ricca di siti storici importanti, tra cui la fortezza di Khertvisi, i monasteri Vanis Kvabebi e la città di Aspindza. 

Gli amanti dello sport si fermano invece a Bakuriani, una tra le stazioni sciistiche più popolari della Georgia.  

Vardzia

La città rupestre di Vardzia è una città scavata nella roccia sul lato del monte Erusheli, nella Georgia meridionale, vicino ad Aspindza. 

Fondata dalla Regina Tamara tra il 1185 e il 1189, essa rappresenta oggi un’importante testimonianza della storia georgiana. 

Costruita per difendersi dalle invasioni dei  Mongoli, è lunga 350 metri, alta 40 metri, e originariamente contava più di 600 vani. 

La città includeva anche 28 cantine, 15 chiese, libreria, dispensa per le medicine, cisterna di irrigazione e pozzo. 

L’unica via d’accesso al complesso era costituita da alcuni tunnel, tutti molto ben nascosti, nelle vicinanze del fiume Mtkvari. 

Il monastero si distingue per la sua chiesa principale, decorata con ritratti di Giorgio III e della Regina Tamara.

Vardzia è la più importante attrazione turistica nella regione di Samtskhe Javakheti.

Hanno resistito al degrado del tempo ancora circa 300 stanze, tra appartamenti e sale, che comunque sono tuttora a disposizione dei visitatori. 

Khertvisi

Proprio a metà strada tra Akhaltsikhe e Vardzia, si raggiunge il castello di Khertvisi, una delle più vecchie fortificazioni della Georgia.

Consiste in una cittadella eretta sulla cima di una rupe quasi inaccessibile, circondata da un alto muro di cinta.

Anche se la data della sua costruzione non è nota, pare risalire all’epoca della Regina Tamara, e secondo la leggenda popolare la sua costruzione sarebbe il risultato di un accordo tra le ricche famiglie locali per erigere una impenetrabile fortezza a difesa della loro incolumità e dei loro territori.

La particolare posizione della fortezza di Khertvisi aveva infatti un ruolo vitale nella difesa della regione, perché chiunque, indipendentemente da quale parte della Georgia provenisse, e quale fosse la sua destinazione, avrebbe dovuto sempre, comunque, passare per lo stretto passaggio attiguo alla fortezza.

La leggenda popolare dice che perfino Alessandro Magno, durante la sua campagna orientale nel IV sec. a.C., fu costretto a passare per la cittadella di Khertvisi. 

Vanis Kvabebi

Vanis Kvabebi è un monastero rupestre nella regione di Samtskhe Javakheti, vicino alle città di Aspindza e di Vardzia. 

Il complesso è datato VIII sec., e consiste di un muro difensivo costruito nel 1204, e di un dedalo di tunnel che corrono, a diversi, livelli sulla costa della montagna.

Nel complesso ci sono anche due chiese, una completamente costruita in pietra, e un’altra più piccola, caratterizzata da una singolare cupola. 

Le pareti della chiesa piccola conservano  iscrizioni fatte con una specie di “inchiostro”. 

La tradizione popolare attribuisce queste iscrizioni a una donna che avrebbe vissuto, nascosta in questo luogo, nella seconda metà del XV sec..

Le iscrizioni sono scene tratte dal poema epico “Il  cavaliere dalla pelle di leopardo” di Shota Rustaveli.  

Kharagauli Borjomi

Il bellissimo parco Kharagauli è stato creato alla fine del XIX sec. lungo il piccolo fiume che costeggia la città termale di Borjomi.

Una  passeggiata di circa 4 km nel parco conduce alla “zona delle fonti”, dove si può gustare la famosa acqua minerale di Borjomi. 

Proseguendo oltre è possibile raggiungere la sorgente dove d’estate  ci si può addirittura immergere nell’acqua fresca e limpidissima per un bagno rinfrescante.

Borjomi è il simbolo più alto della salute, dell’acqua minerale, della stazione termale e della natura verde e rigogliosa della Georgia. 

Una natura purissima che dà all’acqua minerale proveniente dalle foreste del parco nazionale di Kharagauli Borjomi il gusto, caratteristico ed inconfondibile, di zolfo.  

Dmanisi

Dmanisi è una città medioevale situata su un promontorio affacciato sulla confluenza dei fiumi di Mashavera e Phinezauri. 

Essa è famosa per la basilica a tre chiese, costruita nel VI sec.. 

Dmanisi è stata per lungo tempo oggetto di studi archeologici che, cominciati nel 1936, sono continuati fino ai giorni nostri. 

Le ricerche hanno così potuto confermare che i resti di Dmanisi sono i più  vecchi e i più primitivi della Georgia. 

Sulla base dei materiali  paleontologici e archeologici rinvenuti durante gli anni, gli scienziati fanno risalire questo sito a molti secoli a.C.    

Kartli

Kartli è una regione della Georgia orientale, chiamata anche “Il cuore della Georgia”. 

Si estende appena oltre Tbilisi e, a sua volta, è divisa in tre aree amministrative, rispettivamente Mtskheta,  Kvemo Kartli, con capoluogo Rustavi, e Shida Kartli, con capoluogo Gori, la città natale di Josef Vissarionovic Dzugashvili (Stalin).

La regione di Kartli è ricca di importanti monumenti architettonici georgiani, quali  Bolnisi (V sec.), Dmanisi (VI sec.), Kintsvisi  (XII sec.), Uplistsikhe (VI sec. a.C.), Betania (XII-XIII secc.), Tsromi (VII sec.), Tsugrugasheni (XIII sec.).

Rustavi

Rustavi è una città nel sud-est della Georgia, in provincia di Kvemo Kartli, situata a 16 km a sud-est della capitale Tbilisi, bagnata dal fiume Mtkvari, ed ha una popolazione di circa 120.000 abitanti.

Rustavi,  oggi dominata dai resti del Rustavi Metallurgical Plant, è una tra le più antiche città della Georgia, ed ha avuto un ruolo importante nella storia della Georgia.

La fondazione di Rustavi si perde nella storia antica della Georgia, e nella sua vita ha subito le invasioni ed il dominio dei vari eserciti persiani, mongoli, arabi, turchi.

Durante gli scavi archeologici al castello di Rustavi sono stati scoperti resti di edici risalenti al IV secolo, oltre a antichi manoscritti che dimostrano che Rustavi è stata anche un eccelente centro di intensa attività politica.

Rustavi divenne poi un importante centro industriale durante l’era sovietica, che comprendeva ferriere, acciaierie, impianti chimici e anche un’importante stazione ferroviaria, sulla linea Tbilisi – Baku.

Lo sviluppo di Rustavi era una parte del grande processo di industrializzazione forzata di Stalin, e il cuore dell’attività industriale della città era il Rustavi Metallurgical Plant, una gigantesca costruzione per la lavorazione del ferro proveniente dal vicino Azerbaijan, iniziata nel 1941 e terminata nel 1950.

Rustavi divenne così un importantissimo centro industriale per la regione transcaucasica, e l’attività industriale si estese rapidamente anche in altri settori quali cemento, prodotti chimici e fibre sintetiche.

Rustavi stava pian piano diventando il motore dell’economia sovietica, e molte persone si trasferirono a Rustavi in cerca di lavoro e di maggiore prosperità.

Il 30 agosto 1944 usci il primo giornale di Rustavi dal nome di  “Metallurgiisatvis”, che in lingua georgiana significa “per la metallurgia”.

Il 19 gennaio 1948, un decreto della Repubblica Socialista Sovietica georgiana dichiarava Rustavi una “città di importanza nazionale”.

Infine il  27 aprile 1950, tutta la città fu chiamata a festeggiare l’inizio della produzione del primo acciaio interamente prodotto in Georgia.

L’anno 1950 fu uno splendido anno per la storia moderna di Rustavi, ed in particolare il 27 aprile fu vissuto da tutto il popolo di Rustavi come un giorno memorabile della loro vita, il punto di partenza di una nuova era.

Poi la recente disfatta del blocco sovietico, ha causato il crollo dell’economia di Rustavi.

La maggior parte dei suoi impianti industriali sono stati chiusi e oltre il 50% della popolazione della città ha perso il lavoro, con le relative difficoltà economiche e sociali che tale situazione porta inesorabilmente con sé.

Oggi la popolazione di Rustavi si è drasticamente ridotta, passando dalle oltre 160.000 unità della metà degli anni 1990 agli attuali circa 110.000 residenti, perché molti georgiani hanno dovuto forzatamente trasferirsi altrove in cerca di un nuovo lavoro e migliore fortuna.

Gori

Gori è una città nella parte orientale della Georgia, nella regione di Shida Kartli, della quale riveste il duplice ruolo di capoluogo e di centro amministrativo.

Ha una popolazione di circa 50.000 abitanti, e deve il suo nome al georgiano “gora”, ovvero “cumulo”, o “collina”.

Gori è stato un importante presidio militare nel Medio Evo e tuttora mantiene un’importanza strategica grazie alla sua posizione sulla strada principale che collega da est a ovest la Georgia, dista 76 km della capitale Tbilisi, ed il suo clima è moderatamente caldo-umido.

Il territorio di Gori è stato popolato addirittura fino dai primi anni dell’età del bronzo.

In base alla cronaca medievale georgiana, Gori è stata fondata dal Re Davide IV, che vi stabilì i rifugiati provenienti dall’Armenia.

Nel 1299 ha subito la conquista mongola, nel 1320 è stata riconquistata dal Re georgiano Giorgio V, quindi dopo la caduta del regno medioevale georgiano, Gori è stata spesso presa di mira da invasori turchi, persiani, ottomani, e così via fino a quando, circa a metà del 1700, i Re Teimuraz II e Eraclio II i sono riusciti a riconquistarla e restituirla al popolo georgiano.

Dopo l’annessione russa della Georgia nel 1801, subì le conseguenze distruttive del terremoto del 1920, fino poi alla crisi interna al blocco sovietico del 1990, ed alle recenti pulsioni secessioniste culminate con la guerra del 2008.

A Gori oggi resta l’antica chiesa di S. Giorgio di Gorijvari, un luogo di pellegrinaggio molto popolare, l’antica città scavata nella roccia di Uplistsikhe, e la chiesa Ateni Sioni del VII secolo.

Gori è passata alla storia in particolar modo per aver dato i natali a Joseph Stalin, e tale sodalizio viene ancora oggi sottolineato soprattutto dal Museo Joseph Stalin, situato nel centro città.

Fino a tempi recenti, il monumento di Stalin, uno dei pochi che era sopravvissuto al programma di “destalinizzazione” di Krusciov, si trovava  di fronte al municipio di Gori.

Dopo l’indipendenza della Georgia del 1990, il monumento e la sua collocazione sono stati motivo di grande di polemica, ma per diversi anni il nuovo governo ha aderito alle richieste dei cittadini di Gori, e ha lasciato la statua intatta al suo posto originario.

Nel giugno 2010 la statua è stata infine rimossa, e collocata all’interno del Museo Joseph Stalin.

Uplitsikhe

La città rupestre di Uplistsikhe, datata al VI sec. a.C., è situata ad est di Gori, sulla riva destra del fiume Mtkvari, all’incrocio di importanti strade commerciali, in passato note come la “via della seta”.

Intagliata in un altopiano roccioso, presenta ancora sale enormi, strade lunghe e tortuose, tunnel segreti, stanze per l’adorazione pagana e perfino resti del teatro più vecchio della Georgia, dotato di sala spettatori, palcoscenico e buca per l’orchestra. 

Nel IX sec. fu aggiunta al complesso una basilica a tre navate 

Ateni Sioni

La chiesa di Ateni Sioni si trova solo a pochi chilometri dalla città di Gori, sulla riva sinistra del fiume Tana, sulla sommità di una collina.

Ateni Sioni con i suoi affreschi del XII sec.  è uno dei tanti tesori architettonici della Georgia.

I muri di questa chiesa sono gli unici  che conservano esempi di scrittura georgiana di epoche diverse. 

Bolnisi

Bolnisi, datata al V sec., è la sede di una delle più antiche chiese cristiane della Georgia, la chiesa nota a tutti i georgiani come Sioni di Bolnisi che si distingue per alcuni elementi pagani nella sua muratura di pietra. 

Alla chiesa manca il suo tetto originale, che è stato sostituito da una copertura moderna. 

Kintsvisi

Il complesso monastico georgiano ortodosso di Kintsvisi sorge su un pendio di un’alta montagna della valle di Dzama, nella regione di Shida Kartli.

Attualmente  è costituito da un complesso di tre chiese, da un campanile, e dalle rovine di alcune costruzioni minori. 

La chiesa più importante del complesso è il monastero dedicato a San Nicola (XII sec.), ornato da straordinarie pitture murali che raffigurano il re Giorgio III, la regina Tamara e suo figlio Lasha Gjorgj.

Samtavisi

La chiesa del villaggio di Samtavisi, è situata nella regione di Kartli, e testimonia la brillante architettura georgiana del XI sec..

Nel XIV sec., a causa di un forte terremoto, la chiesa perse la sua vecchia cupola, ricostruita poi nel XV sec. dal Re della Georgia Alessandro. 

La chiesa di Samtavisi contiene illustri ornamenti incisi su pietra, e frammenti della pittura murale georgiana del XI sec.. 

Samshvilde

Samshvilde, la più grande città fortezza nella provincia di Kvemo Kartli, era una delle più antiche e densamente popolate città georgiane nella regione di Algeti.

Era completamente circondata da un muro difensivo, alto e massiccio.

Improvvisamente e misteriosamente, nel XVI sec., la popolazione iniziò lentamente e inesorabilmente a diminuire, fino quasi a scomparire completamente.

Rimasero solo i soldati della fortezza, che continuò a funzionare fino alla fine del  XVIII sec..

Ancora oggi per gli scienziati e gli studiosi non è difficile riportare alla luce interessanti resti architettonici dell’epoca d’oro di Samshvilde.  

Svaneti – Ushguli

Svaneti è una regione montana nell’ovest della Georgia, ricca di bellezze naturali dal fascino ineguagliabile, come il  villaggio di Ushguli, anch’esso patrimonio dell’Unesco, unico per il suo complesso di torri.

Nella sua piccola capitale, Mestia, ogni casa è adiacente alla fortezza, e molti antichi edifici fanno parte del patrimonio mondiale dell’Unesco.

Svaneti, è la provincia occidentale della Georgia, la terra attraversata da Giasone e i suoi Argonauti per raggiungere la mitica “Terra del Vello d’Oro”.

Il villaggio di Ushguli, unico per il suo complesso delle torri, è uno dei villaggi più suggestivi e spettacolari della Georgia.

Ushguli si erge a 2.200 m. sul livello del mare, ai piedi del monte Shkhara ed è il villaggio più alto della Georgia caratterizzato dalle tipiche, ed inconfondibili, torri di protezione che cingono l’intero complesso.

Mestia 

Mestia è situata nella regione di Samgrelo Zemo Svaneti, a nord est del capoluogo regionale, Zugdidi.

Mestia è un monumento straordinario dell’architettura e dell’etnografia georgiana. 

Nonostante le sue piccole dimensioni, la città fu un importante centro culturale per secoli, e conserva ancora oggi numerosi monumenti medievali, chiese, fortezze, anch’essi inclusi nella lista del patrimonio dell’Unesco. 

Dadiani

Il “Palazzo Dadiani” prende il nome dalla ricca famiglia georgiana dei Dadiani, che lo fece erigere nel XIX sec..

E’ situato a Zugdidi è immerso in un magnifico giardino, anch’esso voluto dai Dadiani, e successivamente ampliato per volontà della principessa Ekaterine Chavchavadze.

Palazzo Dadiani fu uno dei più importanti centri culturali della Georgia del XIX sec.. 

Nel suo museo è custodita, ed esposta, la maschera mortale di Napoleone.

Il palazzo, datato alla seconda metà del XIX sec., è completamente dipinto in stile gotico classico. 

Nakalakevi

Il complesso di Nakalakevi Tsikhegoji Archeopolis, situato sulla riva sinistra del fiume Khura, nella Georgia occidentale, è uno dei più antichi ed importanti monumenti georgiani perché all’interno di una città medioevale sono racchiusi palazzi, chiese, bagni, tunnel, serbatoi per l’acqua e altre costruzioni e fortificazioni. 

Adiacente al sito di Nakalakevi Tsikhegoji Archeopolis, si trova anche un importantissimo museo archeologico georgiano.